Water Aided – Colonoscopia una tecnica meno invasiva

16/12/25 | gastroenterologia

WATER AIDED: una tecnica di esecuzione per la colonscopia con Minor Disagio per il paziente.

Nell’immaginario del paziente la colonscopia è considerata uno degli esami più fastidiosi, tanto da determinare elevati livelli di preoccupazione nel momento in cui si rende necessaria. Negli ultimi anni, tuttavia, si è diffusa la “wateraided colonoscopy”, che consente un maggior comfort per il paziente ed il mantenimento di elevati standard in termini di efficacia dell’indagine diagnostica.

“Si tratta di una tecnica che richiede l’infusione di acqua – spiega il Dr. Alessandro Mazzocchi, dirigente medico del reparto di Gastroenterologia dell’ospedale San Giovanni Battista di Foligno – invece della insufflazione di gas (tecnica tradizionale), per distendere il lume del colon durante la fase di inserimento del colonscopio.

La fase di retrazione si esegue, come di norma, insufflando il colon con aria o CO2″. Il termine “water-aided colonoscopy” comprende in realtà due differenti tecniche di esecuzione dell’esame: la storica “water immersion WI” e la più recente “water exchange WE”. Per molti anni l’infusione di acqua nel colon, attraverso l’utilizzo di siringhe o pompe di lavaggio, è stata utilizzata in aggiunta all’insufflazione di aria per facilitare l’esecuzione dell’esame ed il raggiungimento del cieco.

“Questa tecnica – continua il Dr. Mazzocchi – si deve al prof. Leung dell’Università della California che nel 2002 ha proposto e collaudato questa nuova tecnica. Nel corso degli anni questa innovativa intuizione è stata confermata dalle elevate percentuali di raggiungimento del cieco, con riduzione del dolore provocato dalla spinta di inserimento dello strumento specialmente in pazienti non sedati o in regime di sedazione cosciente che presentavano le caratteristiche di colonscopia difficile (ad esempio post-chirurgia addomino-pelvica)”. 

La tecnica di WATER IMMERSION

Prevede che l’acqua introdotta nel lume colico venga aspirata prevalentemente durante la fase di retrazione dello strumento endoscopico e prevede l’utilizzo di temporanei “switch-on” dell’aria per il superamento di brevi tratti di colon. La tecnica WATER EXCHANGE richiede la completa esclusione dell’insufflazione con aria, la contemporanea infusione di acqua e rimozione di sacche di aria e feci residue durante la fase di inserimento dello strumento endoscopico; ne consegue che la visualizzazione del lume colico avviene con acqua completamente limpida. “Quest’ultima tecnica – spiega il Dr. Mazzocchi – consente di minimizzare l’allungamento del colon e di migliorare la pulizia finale del viscere, oltre che aumentare la percentuale di raggiungimento del cieco e di ridurre il discomfort legato alla procedura in pazienti non sedati o in sedazione cosciente. Inoltre la water exchange, rispetto alla water immersion, si è dimostrata in grado di aumentare la percentuale di lesioni polipoidi rilevate”.

Ovviamente, i limiti delle tecniche di colonscopia con acqua sono sostanzialmente gli stessi della tecnica convenzionale con aria, ovvero il grado di pulizia del colon dopo preparazione intestinale. Inoltre le tecniche di wateraided richiedono una certa dimestichezza nell’intuire dove dirigere lo strumento endoscopico all’interno del lume colico non disteso da aria, oltre che saper riconoscere rèperi anatomici e patologici in immersione. “Sono anni – conclude il Dr. Mazzocchi – che personalmente adotto questa tecnica sia in ospedale che presso la struttura del gastro center, in quanto la ritengo una procedura che provoca il minor discomfort per il paziente con la più elevata percentuale di lesioni adenomatose rilevate rispetto a tutte le altre tecniche”.

 


 

Dr. Alessandro Mazzocchi

 

  • Specialista in Gastroenterologia 
  •  Dirigente medico AUSL Umbria 2 SC Gastroenterologia Ospedale Foligno 
  • Gastroenterologo Endoscopista Centro Medico Polispecialistico Delta Implants

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