Modernità e Innovazione

L’Istituto Clinico Tiberino S.P.A. è una struttura sanitaria accreditata con la Regione Umbria e convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale (S.S.N.) interamente dedicata alla riabilitazione.
L’Istituto è una Società per Azioni a prevalente controllo pubblico con ripartizione della proprietà come segue:

Azionisti pubblici:

  • ASL Umbria 1
  • Comune di Umbertide

Azionisti privati:

  • Brugnoni Sanità S.r.l.

L’Istituto Clinico Tiberino è integralmente inserito nella rete riabilitativa della Regione Umbra e ne rappresenta un polo di eccellenza per la riabilitazione, assumendo la moderna conformazione di struttura monospecialistica riabilitativa intensiva (cod. 56) in regime di ricovero e in regime di day hospital.
Questa definizione ricomprende i trattamenti e le cure finalizzati al recupero parziale o totale delle capacità funzionali compromesse dalle più varie tipologie di eventi morbosi tali da causare in sé invalidità (patologie neurologiche e patologie ortopediche e traumatiche).

Specializzazione della Struttura

L’équipe medica specializzata, assistenziale e tecnica dell’Istituto Clinico Tiberino segue ognuna delle suddette patologie dando priorità assoluta all’interdisciplinarietà dei vari interventi. In base alle necessità, ci si avvale anche della collaborazione costantemente disponibile di vari medici specialisti.

La riabilitazione codice 56 interviene a seguito di evento morboso acuto ed è diretta al recupero di disabilità importanti, modificabili, che richiedono un elevato impegno valutativo, diagnostico e terapeutico, per tutti i giorni della settimana, da parte dei medici fisiatri ed internisti, dei professionisti sanitari della
riabilitazione (fisioterapisti e logopedisti) e del personale infermieristico e OSS, nell’ambito di un progetto globale individualizzato.

I servizi offerti dall’Istituto Clinico Tiberino ricomprendono quindi sia il trattamento della disabilità, sia l’addestramento dei pazienti ad occupazioni adatte alle proprie nuove possibilità.
Da qui la necessità di espandere l’offerta anche alla terapia occupazionale che adoperando come mezzo privilegiato il fare e le molteplici attività della vita quotidiana, coinvolge la globalità della persona con lo scopo di aiutarne l’adattamento fisico, psicologico o sociale, per migliorarne globalmente la qualità di vita pur nella disabilità.